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MINIERE DI SALE DI WIELICZKA

pubblicato 27 set 2017, 08:37 da DANIELA GASPARINI   [ aggiornato in data 12 ott 2017, 08:05 ]
MINIERE DI SALE DI WIELICZKA


Quest’anno, durante le vacanze estive, ho fatto un viaggio a Cracovia in Polonia e, oltre alla bellissima città, ho visitato la famosa miniera di sale di Wieliczka.

Sappiamo che fu proprio un Medico Polacco , il dott. Felix Boczkowski, che nel 1843  osservò come i minatori dei quelle miniere di sale non soffrivano di patologie respiratorie. Attraverso i suoi studi, dimostrò l’efficacia dell’haloterapia nella cura delle malattie dell’apparato respiratorio e, grazie a lui, oggi potete usufruire dei benefici dell’aria salina nella mia grotta di sale a Verona.

E’ stata una bellissima esperienza scendere nelle viscere della terra per vedere il luogo dove veniva estratto il sale; vedere come l’uomo, attraverso il suo ingegno e la sua devozione, sia riuscito a creare in un luogo di lavoro tanto difficile e duro, delle sculture, delle immagini sacre, delle cappelle votive e addirittura una cattedrale sotterranea con tanto di bassorilievi, altari e statue di santi e Madonne, nonché lampadari a gocce  tutte in sale cristallino.

Grazie al lavoro artistico di intere generazioni di minatori scultori la  miniera è considerata un’opera d’arte su scala mondiale. Ogni generazione di minatori ha lasciato nei sotterranei la propria traccia.

Mi aspettavo un miniera di sale bianco luccicante ma in realtà, come ci è stato spiegato dalla guida, il sale essendo cristallino, riflette gli altri minerali di cui è impregnato.

Il giacimento salifero di Wieliczka si è formato nel Miocene, circa 16,6 milioni di anni fa come risultato di diversi processi geologici. Per questo ha una struttura particolare e fortemente diversificata.
Il giacimento è composto di due partii diverse: superiore e inferiore. Il giacimento superiore “a zolle” si sviluppò in forma di argillite marnosa e di argillite con cristalli di halite con  zolle del salgemma verde. Il giacimento inferiore è composto di numerosi strati di salgemma divisi da altre rocce.

I lunghi corridori attraverso cui ho camminato erano di colore grigio/verde scuro, lucidi e abbastanza alti e confortevoli.  La guida ci consigliava di annusare e anche di “assaggiare” le pareti perchè ci rendessimo conto che erano effettivamente di sale!

Il percorso è di circa 3,5 kilometri e si sviluppa all’interno della miniera attraverso corridoi, piccole salette, grandi sale dove veniva mostrato come si estraeva il sale. Interessante la sala dove si trovava il meccanismo fatto di ruote e pulegge e argani e altro che veniva azionato dai cavalli. Questi venivano portati nella miniera e passavano la loro intera vita in quel luogo, trattati con molta cura e attenzione in quanto avevano un grande valore e non era facile sostituirli.

Altra notizia interessante è che la miniera, aperta intorno al XIII secolo era di proprietà del re  e i lavoratori venivano assunti direttamente da lui. Lavoravano circa 100 minatori, il diritto al posto di lavoro passava di padre in figlio. La concessione per l’estrazione veniva data in appalto ogni 3anni ma i lavoratori non potevano essere licenziati dal concessionario in quanto dipendenti del Re. Erano pagati bene e avevano anche un benefit annuale in sale (molto prezioso!). Vicino alla miniera  il re fece costruire  un ospedale dove, gratuitamente, venivano curati i minatori.

Nel1368 Re Casimiro il Grande conferma il regolamento dei minatori chiamato “Statuto per le Saline di Cracovia”, la codificazione dei diritti tradizionali dei minatori. Rispetto ai suoi tempi, il Re era un vero progressista!!!
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