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RAFFREDDORI E ASILO

pubblicato 12 set 2016, 07:49 da DANIELA GASPARINI   [ aggiornato in data 10 mag 2017, 09:45 ]



Settembre è stato sempre un mese un po’ critico per mamme e bambini.

 

Per i bimbi che hanno iniziato il nido o la scuola materna questo è un momento molto delicato.

Staccarsi dalla mamma con cui si è vissuti in simbiosi dalla nascita per entrare in una comunità che ha regole e tempi diversi da quelli che si vivono in casa, scatena una serie di potenti emozioni che molto spesso si manifestano attraverso il corpo.

 

Le emozioni più evidenti che caratterizzano questo intenso e difficile periodo, sono la rabbia, spesso manifestata con urla, pianti e “capricci” immotivati, ma anche la paura, paura di essere abbandonato per sempre all'asilo dai genitori, emozioni che comunque normalmente riescono a trovare uno sfogo attraverso il pianto o i "capricci".

 

Tuttavia, l’emozione che non manca mai e che non trova manifestazione evidente, almeno nei bambini,  se non attraverso il corpo, è la tristezza.

 

La TRISTEZZA è un'emozione sottile, più sotterranea, spesso difficile da identificare anche per gli adulti.

 

Per la Medicina Tradizionale Cinese gli organi deputati ad elaborare, manifestare e trasformare la tristezza, sono i POLMONI.

 

Nei bambini, quindi, la tristezza trova modo di esprimersi attraverso l'organo eletto a questa funzione e i vari raffreddori, bronchiti, tossi che affliggono i piccoli non appena iniziano le attività scolastiche non sempre dovrebbero essere imputate a improvvise epidemie globali ma piuttosto al fatto che il disagio si sta manifestando attraverso il corpo (la tosse è una evidente manifestazione che il bimbo sta vivendo un disagio che non riesce a dire con le parole e lo dice, a modo suo, tossendo). Quando una forte emozione prende il sopravvento, le difese immunitarie si indeboliscono, tutto il corpo partecipa a queste tempeste emozionali e  germi e batteri trovano la strada aperta per prolificare.

 

La malattia permette al bambino di rimanere a casa con la mamma, con i nonni o con qualcuno che lo terrà lontano da quel luogo. Potrà godere delle cure amorevoli dei famigliari e sembrerà guarire, salvo ri-ammalarsi dopo tre o quattro giorni dalla ripresa dell’asilo.

 

Prendere consapevolezza che, in realtà, il bambino ha solo bisogno di essere ascoltato nella sua difficoltà di staccarsi dalla mamma può aiutare i genitori a rassicurarlo e ad aiutarlo a superare questo momento molto difficile dal punto di vista emozionale.

 

Contemporaneamente, per evitare ricadute nelle affezioni dell’apparato respiratorio, può essere molto utile fare un ciclo di sedute nella grotta di sale.

Si riesce così, ad aiutare l’organismo a riprendere la sua funzionalità in modo naturale, rafforzando il sistema immunitario, pulendo l’albero respiratorio da batteri e muco in eccesso, agendo sul sistema nervoso tranquillizzando il piccolo e facendolo giocare in un luogo sicuro e divertente. E’ un metodo naturale che può ri-portare salute e serenità nei grandi (che fanno la seduta con i bimbi) e nei piccini.

 

     
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